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Sostenibilità

Cosa distingue il ritiro, il riciclo e l’economia circolare

6. April 2026

La parte invisibile del ciclo dei materiali: cosa distingue ritiro, riciclo ed economia circolare

La maggior parte delle aziende sa come vengono realizzati i propri tessuti pubblicitari. Tuttavia, ciò che accade quando questi scompaiono dal punto vendita o dalla vetrina rimane spesso un punto cieco nella catena del valore.

Da quel momento in poi, le aziende prendono decisioni che vanno ben oltre il semplice smaltimento. Determinano se un materiale diventa definitivamente un rifiuto o se può continuare a essere utilizzato come risorsa attraverso ulteriori cicli di impiego. È proprio in questa fase che emergono chiaramente le differenze tra ritiro, riciclo e reale economia circolare.

Cosa definisce legalmente un’azienda di riciclo

Secondo la normativa austriaca sui rifiuti, il termine “azienda di riciclo” è chiaramente definito. Le aziende che si limitano a raccogliere o prendere in carico i rifiuti sono classificate come raccoglitori di rifiuti. Solo con la registrazione come operatore di trattamento dei rifiuti è consentito selezionare, trattare o valorizzare materialmente i materiali.

In pratica, ciò significa che non tutte le aziende che ritirano o raccolgono materiali fanno automaticamente parte di un processo di riciclo. Il trattamento effettivo è soggetto ad autorizzazione ufficiale.

Nel settore della stampa, questa combinazione è rara: TREVISION è registrata sia come raccoglitore sia come operatore di trattamento dei rifiuti e può quindi gestire internamente tutte le fasi del processo — dal ritiro fino alla valorizzazione del materiale. Questa struttura non è comune nel settore, ma è fondamentale per garantire un processo completamente conforme dal punto di vista legale e tecnicamente tracciabile.

Perché la registrazione nel portale EDM è indispensabile

La normativa austriaca sui rifiuti si basa sulla trasparenza: tutte le organizzazioni autorizzate al recupero materiale sono registrate nel portale EDM federale. Questo registro rende chiaramente visibile quale ruolo un’azienda è autorizzata a svolgere nel processo di recupero.

Ne deriva una conseguenza chiara: la dichiarazione frequentemente utilizzata “ritiriamo i nostri stampati” non è un indicatore di riciclo. Le aziende possono sì ritirare i prodotti, ma devono successivamente affidarli a raccoglitori o operatori di trattamento registrati. In molti casi, ciò porta a un recupero energetico (termico). Per un concetto solido di economia circolare, il semplice ritiro non è quindi sufficiente. Non garantisce né un ciclo chiuso dei materiali né vantaggi significativi in termini di CO₂.

Come l’economia circolare si distingue dal riciclo

Il riciclo rappresenta una singola fase di recupero dei materiali. L’economia circolare va oltre: il suo obiettivo è mantenere i materiali in circolazione il più a lungo possibile e consentire più cicli di utilizzo. Ciò richiede il controllo dell’intero flusso dei materiali — dal tessuto pubblicitario originario fino al prodotto realizzato con materiale riciclato, che viene poi reimmesso nel ciclo.

TREVISION applica questo modello ai tessuti pubblicitari stampati attraverso ONE TWO MORROW©. Dopo l’utilizzo, i materiali vengono ritirati, riciclati internamente e trasformati in regranulato di alta qualità. Questo viene poi fornito ad aziende partner che producono nuovi prodotti — nuovamente altamente riciclabili e completamente circolari. In questo modo, il materiale rimane nel ciclo per molteplici utilizzi e può sostituire materie prime vergini con un’impronta di carbonio significativamente più elevata.

Perché questa distinzione è rilevante per le aziende

Le aziende sono sempre più sotto pressione nel fornire dichiarazioni di sostenibilità verificabili. Che si tratti di report ESG, richieste di finanziamento, requisiti della supply chain o comunicazione di marca: termini poco chiari o utilizzati in modo improprio compromettono la credibilità e rendono più difficile prendere decisioni informate. Con la nuova direttiva EmpCo (UE 2024/82), che entrerà in vigore in Austria a partire da settembre 2026, tali dichiarazioni vaghe o fuorvianti saranno inoltre classificate come greenwashing e potranno comportare sanzioni rilevanti.

In questo contesto, diventa evidente perché una terminologia precisa sia indispensabile: offre orientamento in un ambiente complesso e rende visibili le misure realmente efficaci.

La chiarezza su chi è autorizzato a riciclare e su quali processi consentono un ciclo chiuso dei materiali non è quindi solo un dettaglio tecnico, ma un elemento fondamentale di una gestione del brand responsabile.

Se desiderate applicare concretamente l’economia circolare alla vostra azienda e definire nuovi standard con un sistema realmente a ciclo chiuso come ONE TWO MORROW®, contattate direttamente il nostro Sustainability Manager Martin Bischof – m.bischof@trevision.at